1992
Ferie di Luglio 1992
| Si chiamava Franceschino Era proprio un bel bambino Ed un giorno, tutto solo, Verso il Sud lui prese il volo. Mentre il jet come un ossesso Con l'aereo che ascendeva |
Quando il boeing con un bel salto Giunse a quota di crociera, "Come sono giunto in alto!" Disse lui con voce austera. Quando infine l'aeroplano |
Ferie di Giugno 1992, seconda poesia
Ci risiamo nuovamente:
me ne vado immantinente!
Come gia` un mesetto fa,
ora me ne andro' da qua.
L'altro volta avevo detto
che sarei rimasto a letto,
a poltrire e riposare
dallo stress del lavorare.
Questa volta, invece, io
vado a spasso con la Clio:
e pertanto al mio ritorno
saro` stanco piu` del giorno
che, contento e divertito,
con gli amici son partito.
Cio` significa, miei cari,
che vacanze senza pari
non esistono, percio`,
ch'io riposi oppure no,
alla fine di 'sto mese
io ritornero` alle prese
con computer, terminali,
studentelli criminali (!),
con colleghi assai impegnati (?)
(e talvolta incavolati).
Ferie di Giugno 1992, prima poesia
Vi saluto e vi ringrazio:
e` finita con 'sto strazio!
Ora in ferie me ne vado,
e lo faccio di buon grado!
Staro` via per giorni sette,
ma non me ne andro` per vette
di montagne, o per il mare:
voglio solo riposare!
Sì: far niente tutto il giorno
senza terminali attorno!
E a chi resta, sai che dico?
Che non me ne importa un fico!
