2003
L'avventura nella rete di un Giovane Computer - 2003,2004
Ferie 2003, natale
Le Poesie per il Natale
sono fatte spesso male:
parlan tutte di far doni,
e di esser tanto buoni.
Sono tutte sdolcinate,
false stupide e scontate:
tutti belli e generosi,
tutti ricchi e danarosi...
Non m'unisco a questo coro,
io c'ho ancora del decoro!
Vi diro' pertanto adesso
parolacce a piu' non posso,
cattiverie, cose brutte,
malaugurii a tutti e a tutte...
deh, che dite? non v'attizza?
preferite la dolcezza...?
Boh... va ben! (Che poveracci!)
Tanti auguri, allora, e abbracci!
Baci a voi che siete buoni...
Io? Io, mi mangio i panettoni!
Auguri a tutti!
Ferie 2003, seconda settimana
Ha da poco finito, che vizio!
una prima vacanza, sto tizio,
che di nuovo riparte, che strazio!
per un altro periodo di ozio.
Si vabbe', e' un riposo forzato,
si d'accordo, alle ferie e' obbligato...
pero' intanto lui parte, va' al mare
e ci lascia da soli a sudare!
Mica e' giusto, diciam questo fatto!
Impediamolo, questo misfatto!
Protestiamo, facciamo qualcosa!
Altrimenti lui parte, e noi cosa
ce ne stiamo poi a fare quaggiu?
Tratteniamolo, e non parte piu'!
" Resta, Franco, su resta con noi!"
" Si' col cavolo.. restateci voi!!"
Ferie 2003, prima settimana
Mi ci vorrebbe un mese
per rifarmi delle spese
di morale ed energia
che il lavoro porta via.
Non basterebbe un anno
per togliermi l'affanno
di tanto lavorare;
ma lo vorrei fare!
Ci impiegherei una vita
per toglier dalle dita
lo stress ed il nervoso
di un anno laborioso.
Ma non avrò sì tanto;
ho preso ahimè soltanto
di ferie giorni sette.
Lo so, sono pochette
le cose che puoi fare
se hai, per rilassare,
una sola settimana.
Però, porca pu..ana <--piccola licenza poetica... :)
mi metterò d'impegno!
Starò, senza ritegno,
al fresco ed a riposo;
mi sforzerò (io, oso!)
di spassarmela tanto,
di rilassarmi alquanto,
di divertirmi, anche,
sopra le spiaggie bianche.
Ed alla mia partenza,
finita la vacanza,
dirò: "Non fare niente
è bello e divertente...
Ma sono affaticanti
le cose divertenti!
Io non ne posso più:
torniamocene, orsù
Ferie 2003, settimana bianca
Un bel giorno Teo Spezione
a Faenza, o giù di là,
fondò un Circo-novità:
lo chiamò Circo Spezione.
In quel circo tutti quanti
eran sempre assai prudenti.
Rischi, mai, dentro il tendone:
fermi, calmi ed attenzione!
Gli animali eran tranquilli;
no elefanti, o coccodrilli,
niente tigri con gazzelle:
solamente, pecorelle.
Per paura non avere
d'ammaccare il bel sedere,
Maria Pia, la trapezista,
stava...a un metro dalla pista.
Ed il Domatore, Dante,
un leone aveva, sì...
ma gli dava del calmante,
e dormiva tutto il dì!
Dei Pagliacci non parliamo:
per non farsi mai del male
si tenevano per mano,
e... leggevano il giornale!
Alla sera del debutto,
il paese c'era tutto:
nonni e nonne, madri e figlie,
c'eran tutte le famiglie!
Ma in quel circo di Faenza,
c'era un po' troppa prudenza;
no emozioni, niente gioia:
si moriva dalla noia!
E così andarono tutti,
bimbi e grandi, belli e brutti,
dal padrone del Tendone,
a portar una Petizione.
"Caro Amico, Teo Spezione,
Te lo chiedon padri e figli:
al tuo circo, cambia nome!
Lo chiamiam... Circo Sbadigli?"
Cartolina
Sto col culo nella neve,
do' un sospiro lieve lieve:
penso a voi lì, disperati,
al lavoro condannati
